Tendenze cibo
Sushi e pokè

News & Curiosità 11 lug 2019

La ricerca di esperienze gustative sempre nuove ed originali, in questi ultimi anni ha sicuramente visto come protagonista vincente su tutti il sushi, in tutte le sue declinazioni.
I motivi del suo successo sono innumerevoli e vanno tutti ricercati nella sua essenza, così diversa dalla nostra cucina “occidentale”.

Per la cultura giapponese il piacere che si ricava dal cibo non deve essere solamente un piacere gustativo, ma anche visivo e tattile.

Infatti, al primo impatto, la cosa che più ci colpisce di solito è la presentazione del sushi: la scelta delle forme, dei colori, dei loro accostamenti, l’uso delle stoviglie e la loro disposizione, tutto fa parte di una scenografia che non è assolutamente fine a sé stessa, ma è una componente essenziale della pietanza. L’appagamento visivo è considerato parte integrante del piacere che si deve trarre dal cibo.
L’attenzione per l’estetica è accompagnata immancabilmente da una grande cura e attenzione nella scelta e nella manipolazione degli ingredienti: la bellezza e la bontà sono due aspetti imprescindibili l’uno dall’altro. È quindi ovvio che la ricerca degli ingredienti sia volta tutta verso la massima qualità, che viene esaltata al meglio prediligendo il consumo di ingredienti crudi o cotti pochissimo. È infatti così che si può godere al meglio dei doni della natura, non snaturandoli, conservandone tutte le proprietà salutari e apprezzandone a pieno il gusto.

Questo approccio così filosofico verso il cibo e la varietà di gusti proposti, così diversi da ciò a cui eravamo abituati, ci ha letteralmente conquistato nel giro di pochissimi anni. Complice anche il fatto che il sushi è un alimento leggero e molto naturale: in un’epoca in cui si presta la massima attenzione all’alimentazione, il sushi incarna l’equilibrio perfetto fra gusto e varietà da un lato e leggerezza e rispetto della salute dall’altro.

Ma più recentemente, si sta imponendo fra le scelte preferite degli italiani un altro piatto dalle qualità nutritive analoghe, sempre a base di crudi e di origine esotica: è il pokè.

Il pokè ha origini hawaiane ed è arrivato da poco qui in Italia e in Europa dopo aver spopolato in America, sulla West Coast, dove è diventato ben presto il cibo preferito di tante star di Hollywood.
Nasce come cibo povero nel suo Paese d’origine: venivano utilizzate le parti meno nobili del pesce, tagliate a cubetti, marinate e arricchite con verdure o alghe e spezie.
Cavalcando il grande successo planetario del sushi, quindi del consumo di pesce crudo, questo piatto povero e semplice è diventato una star. Già è presente nei menù di molti ristoranti ed esistono persino locali ad esso dedicati.

Ma cosa avremo se ordineremo un pokè?
Intanto si parte dal servizio: il pokè viene servito in una ciotola detta pokè bowl. Il piatto si compone di quattro elementi fondamentali che possiamo scegliere e combinare, con un’infinità di possibilità.

Si parte scegliendo una base, che può essere riso, riso integrale, quinoa, cereali, insalata; poi si sceglie il protagonista del piatto, in genere una proteina, come il pesce crudo, oppure il tofu; va aggiunta la marinatura, ovvero le salse che devono accompagnare l’ingrediente protagonista, che si possono scegliere fra, ad esempio, olio di sesamo, salsa di soia, latte di cocco; si sceglie poi con cosa arricchire il nostro piatto, fra verdure, frutta, frutta secca e semi per dare croccantezza.

Il pokè è pronto: tanti ingredienti, in una miriade di possibilità di combinazioni, tutti leggeri, sani e con un basso apporto calorico, ma al tempo stesso sfiziosi, in virtù soprattutto del fatto che possono combinarsi fra loro e dare vita a sapori sempre nuovi e stuzzicanti.

Anche in questo caso, l’impatto visivo del pokè conquista tanto quanto la sua bontà: tutte le combinazioni di ingredienti sono altrettante combinazioni di colori e forme, che danno vita ogni volta ad un quadro diverso. Nel linguaggio di oggi, si potrebbe dire che il pokè è un piatto altamente instagrammabile!