La cucina nikkei
Storia e origini

News & Curiosità 18 ott 2020

La cucina Nikkei, oggi molto di moda e apprezzata in tutto il mondo, trae le sue origini dalla parola giapponese “kikkeijin” che veniva utilizzata per descrivere i giapponesi emigrati all’estero e i loro discendenti. Va da sé che la cucina nikkei sia quindi una cucina di contaminazione in quanto i giapponesi emigrati in paesi differenti hanno mantenuto le loro tradizioni culinarie pur riadattandole al nuovo paese di residenza, abbracciando nuovi sapori e arricchendo le ricette di nuovi ingredienti. Anche se troviamo comunità giapponesi un po’ in tutto il mondo, i paesi in cui queste sono più numerose sono il Brasile e il Perù.

In particolare è il Brasile ad avere il più alto numero di abitanti giapponesi (dopo il Giappone ovviamente), qui la cucina nikkei ha dato un forte contributo all’agricoltura grazie all’introduzione di colture di frutta e verdure giapponesi inoltre, trovandosi in una cultura gastronomica che prediligeva la carne, i giapponesi diedero vita a produzioni artigianali di tofu, salsa di soia, miso e noodles. In Perù invece i giapponesi trovarono un paese molto simile in quanto, affacciandosi sull’Oceano Pacifico, disponeva delle stesse varietà ittiche. Qui i giapponesi unirono le loro ricette a ingredienti come i peperoncini aji, i lime, la manioca e le patate. Possiamo dire che la cucina nikkei come la conosciamo oggi sia nata proprio qui.

Quando iniziò la migrazione giapponese in Sud America
Nel 1868, dopo 300 anni di totale (o quasi) isolamento esterno, la Restaurazione Meiji vide un’apertura all’emigrazione sia all’interno del paese che verso l’esterno. Inoltre dopo le guerre sino-giapponese del 1894-95 e russo-giapponese nel 1904-05, molti giapponesi decisero di emigrare all’estero in cerca di fortuna, inoltre il governo siglò degli accordi con alcuni paesi (fra cui Brasile e Perù) per favorire i propri connazionali.
Possiamo dire che l’emigrazione giapponese prese il via intorno al 1870 e proseguì nei 50 anni successi interessando circa un milione di persone. Fra le destinazioni principali troviamo il Brasile, le Hawaii e la Manciuria. Da ricordare che nel 1888 in Brasile venne sancita l’abolizione della schiavitù, molti giapponesi quindi arrivarono per lavorare nelle piantagioni di caffè e, anche se il lavoro era ben pubblicizzato in Giappone e prometteva una vita nuova e alti guadagni, in realtà i giapponesi in Brasile si trovarono a vivere in condizioni molto simili a quelle degli ex schiavi. Molti di loro così decisero di trasferirsi dalle piantagioni alle città dove, in tanti, aprirono ristoranti.

Molti di loro vedevano il trasferimento in Brasile o in Perù come un periodo passeggero per arricchirsi e tornare in patria per vivere in condizioni migliori ma, l’avvento della Seconda Guerra Mondiale trasformò quel periodo temporaneo in definitivo.

I piatti più famosi della cucina nikkei
La cucina nikkei è una cucina di incontri, di ingredienti lontani che danno vita a sapori indimenticabili, il sushi incontra il ceviche, le alghe si mischiano con i frutti tropicali, il piccante si scontra con la freschezza. Ecco allora che si creano piatti di eccezionale bontà come ad esempio il tiradito dove il ceviche e la sua particolare marinatura incontra la tecnica di taglio giapponese del sashimi.