Il cibo nella mentalità
occidentale: cosa si mangia e perché

News & Curiosità 07 set 2019

Il cibo in occidente: come viene considerato, cosa si mangia e perché

Il cibo è stato in origine l’elemento centrale della lotta per la sopravvivenza, assumendo poi nel corso della storia dimensioni sempre più simboliche e culturali, fino ad arrivare ad esser oggi una vera e propria attività sociale ancor prima che un modo per soddisfare il proprio fabbisogno energetico.
Ci sono però molte differenze nella maniera di vivere l’alimentazione e il momento del pasto a seconda dei luoghi e del tempo. Anche se è difficile generalizzare, scopriamo come viene vissuto oggi il cibo nel mondo occidentale.

Cosa si mangia
Partiamo dagli ingredienti: se in oriente alla base dell’alimentazione c’è il riso, questo ruolo viene assunto nella cultura occidentale dal grano, la cui farina viene impiegata nella preparazione di pasta, pane e pizza e nella maggior parte dei prodotti da forno. I condimenti principali sono l’olio d’oliva o il burro e da un punto di vista nutrizionale si può notare che si tratta di una dieta particolarmente ricca di grassi rispetto a quelle orientali (soprattutto per quanto riguarda l’abitudine americana) mentre in Europa questo dato è leggermente inferiore grazie alla diffusione della tradizionale “dieta mediterranea”. Spezie essenziali sono sale, pepe e peperoncino, accompagnate dalle aromatiche basilico, origano, timo, salvia e rosmarino. Tra le bevande presenti in tavola, troviamo acqua e naturalmente vino, oppure birra, a seconda dei Paesi.

Come si mangia
Le usanze stanno invece cambiando per quanto concerne il momento del pasto, allontanandosi da quelle che hanno concorso a formare l’immaginario comune. Se siamo abituati a pensare a lunghi pasti conviviali, caratterizzati da numerose portate e giornate intere passate ai fornelli, sappiate che queste situazioni sono sempre più rare anche non si rinuncia alle tradizionali festività: Natale con i parenti, Pasqua “con chi vuoi” (ma sempre con il capretto in tavola!) e ferragosto, trascorso con gli affetti gustando tendenzialmente una bella grigliata. E' invece sempre più diffusa l’abitudine di consumare il pasto velocemente, con pietanze che favoriscono la praticità e la rapidità anziché il giusto nutrimento: viene dedicato sempre meno tempo alla preparazione e al consumo dei pasti ed è il ristorante a diventare occasione per rilassarsi stando insieme, mentre a casa viene sbrigato con frugalità, magari davanti alla tv. Se da un lato aumenta il consumo di cibi pronti però, dall’altro si riscopre, almeno in alcuni segmenti di popolazione, il piacere delle preparazioni casalinghe di alcuni alimenti, come yogurt, pane e conserve, e ancora molto forte resta il legame con le ricette di famiglia, che continuano ad essere tramandate di generazione in generazione.
Insomma, forse non si rispettano più le regole del bon ton da Galateo ma, nonostante una generale tendenza di omologazione verso il modello americano, la cui alimentazione si è piazzata al primo posto come “più dannosa al mondo”, rimane comunque forte, nella maggior parte delle persone, l’attenzione verso la condivisione e la qualità tanto della materia prima quanto della soddisfazione del gusto