Perché la cucina giapponese è così di moda
E ha saputo conquistare l'Occidente

News & Curiosità 30 set 2019

La cucina giapponese ha conquistato tutto il mondo.
Persino gli italiani!, noti buongustai, degustatori esigenti, campanilisti quando si tratta di cucina e criticoni nei confronti delle cucine straniere. Ovviamente con una tradizione culinaria come quella italiana non potrebbe essere diversamente!
Ebbene sì: anche gli italiani hanno ceduto di fronte alla cucina giapponese e al sushi.

I sapori che la cucina giapponese propone sono molto distanti da ciò a cui si è abituati. Gli ingredienti vengono lavorati molto poco, vengono molto rispettati e offrono al palato dei gusti puri e semplici.
La presentazione dei piatti è a dir poco strabiliante: ogni piatto, anzi ogni singolo elemento che compone un piatto, è meticolosamente preparato e presentato per dare piacere anche agli occhi, non solo al palato.

Basta guardare anche solo un semplice roll: pochissimi ingredienti, quasi totalmente in purezza, cotture minime – giusto il riso, il resto cottura assente; il tutto assemblato con una precisione estrema, che esprime rigore, pulizia, armonia.
Per i giapponesi la presentazione dei piatti è tanto importante quanto la loro preparazione; il piacere visivo è tanto importante quanto quello gustativo.
È proprio questo uno degli aspetti che maggiormente ha colpito l’immaginario comune: non solo buono, ma anche bello.

Per avvicinarsi alla cucina giapponese la maggior parte delle persone si è recata nei ristoranti giapponesi della propria città. Anche l’ambientazione dei ristoranti è diversa da ciò che si è abituati a vedere usualmente: i colori, la disposizione, l’apparecchiatura, tutto contribuisce ad aggiungere fascino a questa cucina di per sé già interessante.

C’è anche un altro aspetto della cucina giapponese che ha contribuito al suo enorme successo: la cucina giapponese è perlopiù salutare e leggera.
In un’epoca come la nostra, dove nei Paesi occidentali la cattiva ed eccessiva alimentazione è divenuto un vero e proprio problema sociale, la cucina giapponese si è posta come alternativa a tradizioni culinarie non proprio salutari.
La cucina giapponese ha dimostrato che si possono mangiare cibi ottimi e gustosi senza che siano super cucinati, super lavorati e trasformati.
Pochi ingredienti, pochissimo trattati, riescono a dare piatti eccezionali.
I regimi alimentari occidentali sono per la maggior parte caratterizzati da un eccessivo consumo di proteine di origine animale, condimenti grassi, sughi e zuccheri lavorati. E la tendenza è quella ad indulgere sempre di più verso questo stile alimentare, fatto di eccessi e squilibri. In molti casi si è proprio perso il vero gusto del mangiare, sostituito da una innaturale ricerca di appagamento in quello che viene comunemente definito junk food. Le conseguenze sociali sono note: obesità, malattie cardiovascolari e persino tumori.
La cucina giapponese riporta invece il cibo al suo ruolo fondamentale, cioè nutrire e insegna che il gusto non sta nelle lavorazioni complesse ed elaborate, che l’appagamento non si trae dall’eccesso, sia di gusto che di quantità. Insegna che bisogna imparare a selezionare bene le materie prime, poche, semplici e di altissima qualità e a rispettarle.

Non a caso la popolazione giapponese è una delle più longeve al mondo e molte delle patologie che affliggono gli occidentali in Giappone sono rarissime o persino assenti. Ammettiamo che la componente genetica svolga un ruolo molto importante, ma è ormai noto ed è stato ampiamente dimostrato quanto l’alimentazione influisca direttamente sulla vita e sulla salute delle persone.
Quindi è stato facile per la cucina giapponese fare presa su chi ha a cuore la propria salute: questa cucina rappresenta un’alternativa molto diversa e affascinante rispetto a ciò a cui si è abituati quotidianamente e in più è estremamente salutare.
Quindi, quando si tratta di uscire a cena, lo si fa anche più volentieri, senza il pensiero di fare qualcosa che potrebbe essere sì piacevole, ma non proprio positivo.
La cucina giapponese, invece, coniuga perfettamente le cose: piacere, gusto, soddisfazione e niente controindicazioni.