Viaggio nella cultura giapponese
Caratteristiche e rituali del Paese del Sol Levante

News & Curiosità 28 ott 2019

Il Giappone è un Paese molto affascinante e ricco di cultura.
Molto del suo fascino sta nel fatto di essere assai distante dalle culture occidentali. Questo rappresenta una grande attrattiva per tutti i turisti che ogni anno visitano il Giappone da tutto il mondo, ma spesso, purtroppo, è anche fonte di spiacevoli equivoci accidentali.
Quello che per i giapponesi è la normalità, per gli altri è forse esagerazione – come tutti i rituali “formali” tipo l’inchino – o invece possono apparire inconcepibili – come il mangiare rumorosamente, che in Giappone non è considerato maleducato come nei Paesi occidentali.
Culture diverse, usi e costumi diversi.
Vediamo quali sono i tratti salienti che contraddistinguono la cultura giapponese e che la differenziano così tanto da quelle occidentali.

Dobbiamo sapere, innanzitutto, che uno dei valori fondamentali della cultura giapponese, in base al quale si regolano tutti i rapporti umani, è l’educazione.
L’approccio che si deve tenere con il prossimo deve essere umile: se in Occidente si è normalmente spronati a dimostrare sempre il proprio valore personale, le proprie doti – soprattutto nel mondo del lavoro - , in Giappone si preferisce mantenere un atteggiamento umile, quasi a sminuire le proprie capacità, dimostrandosi sempre pronti e desiderosi di imparare qualcosa di nuovo dal prossimo.
Un esempio pratico: se un giapponese vi fa i complimenti per la vostra conoscenza della lingua, invece di rispondere “grazie” come normalmente si farebbe, bisognerebbe rispondere con una frase che dimostri la propria volontà di migliorarsi sempre, del tipo “sto ancora imparando”.
La tendenza è quella di minimizzare le proprie doti valorizzando quelle altrui.
Nella cultura giapponese questo servirebbe a mantenere dei rapporti stabili, equilibrati e armoniosi con il prossimo, evitando tensioni e conflitti.

Altro aspetto centrale della cultura giapponese è la gentilezza.
Anche qui l’interpretazione è diversa da quella delle culture occidentali: i giapponesi sono gentili fino all’esasperazione, senza però mai arrivare ad effusioni affettuose e neanche al contatto fisico. È piuttosto una costante premura nei confronti del prossimo: bisogna prevenire qualsiasi necessità degli altri, metterli in condizione di non mancare di nulla.
È per questo che l’ospitalità giapponese è famosa in tutto il mondo.

Uno dei rituali più importanti nei rapporti interpersonali in Giappone è il saluto. Il saluto giapponese è accompagnato da un inchino, che è un vero e proprio rituale, che segue delle regole specifiche e che esprime la massima forma di rispetto per chi ci sta di fronte.
Esistono diversi tipi di inchino:
• eshaku, che prevede un’inclinazione di 15°. È l’inchino meno formale: si usa quando si salutano gli amici o comunque persone dello stesso status sociale. Lo potremmo definire un inchino di saluto quotidiano;
• Keirei, per il quale ci si deve inclinare fino a 30°. È un inchino più formale, da utilizzare ad esempio in contesti lavorativi, al cospetto dei propri superiori, o dei clienti, o in un colloquio e, in generale, di fronte a persone di una posizione sociale superiore alla nostra. Questo inchino rappresenta un saluto con un riguardo in più;
• saikeirei, che è l’inchino più profondo: l’inclinazione richiesta è di 45°. Fra tutti è il più formale e si usa per mostrare il massimo rispetto: in genere è riservato a persone molto importanti, o in situazioni eccezionali, come ad esempio in un’udienza con l’imperatore. Viene utilizzato anche in contesti religiosi, in segno di massimo rispetto verso gli dei e i monaci.
Si usa anche per porgere le più sentite scuse, per esprimere profondo dispiacere per qualcosa di grave che si è commesso o ancora come ringraziamento per aver ricevuto un grande favore.

In Giappone, per rivolgersi ad una persona che non si conosce bene o si conosce da poco, si utilizza di solito il cognome, aggiungendo il titolo onorifico -san. Chiamarsi per nome è concesso solo se si ha grande familiarità, confidenza o una lunga conoscenza.

La popolazione giapponese è in generale molto riservata, quindi non gradisce le effusioni affettuose in pubblico e neanche che si mettano in mostra i tatuaggi: siccome vengono associati alla malavita giapponese, chi dovesse possederne è tacitamente invitato a non mostrarli – alcune piscine o palestre vietano persino l’ingresso a chi ne abbia.
Tutto è associato ad un’idea di decoro da rispettare sempre: anche nei mezzi pubblici, per esempio, si deve tenere una postura eretta, si deve fare in modo che proprie borse o gli zaini non creino fastidio o rubino spazio agli altri passeggeri.
È per questo che in Giappone tutto appare così pulito ed ordinato: c’è di base questa concezione che vuole armonia, decoro, precisione in tutti gli ambiti, pubblici e privati.

Di base la cultura giapponese mira alla perfezione, che è raggiungibile solo attraverso il rigore, la disciplina, la dedizione, regole severe e un’organizzazione ferrea. Tutto nella cultura giapponese è regolato secondo questi principi, difficili forse da comprendere per una cultura come quella italiana, più sanguigna, fisica, emotiva e spesso anche difficilmente incanalabile in regole rigide e prestabilite.