Cucina Giapponese
Ecco perché fa bene alla salute

Cucina giapponese 16 giu 2020

Che la cucina giapponese sia molto salutare è ormai risaputo da tempo. Il popolo giapponese è uno dei più longevi al mondo e con uno stato di salute medio eccellente: la genetica avrà sicuramente un ruolo importante in tutto ciò, ma è anche ciò che i giapponesi mangiano che influisce positivamente.

Vediamo perché la cucina giapponese fa bene alla salute.

1. Grande consumo di verdure
La cucina giapponese si contraddistingue per un larghissimo uso di ortaggi, ma anche di legumi e alghe, che apportano grandi quantità di fibre, proteine, vitamine e antiossidanti. A queste si aggiunge anche un discreto consumo di frutta, che va ad incrementare l’apporto quotidiano di sostanze benefiche per l’organismo.

2. Il pesce: fonte principale di proteine
Il pesce e i frutti di mare sono le proteine predilette dai giapponesi. Forniscono grandi quantità di minerali e omega-3, gli acidi grassi che l’organismo utilizza per produrre il cosiddetto colesterolo buono che spazza via quello cattivo.

3. I cibi sono sempre freschi
La cucina giapponese usa esclusivamente cibi freschi, molto raramente si ricorre a cibi conservati. Anche i fermentati, che necessitano di lunghi tempi per raggiungere il giusto grado di maturazione, una volta arrivati al termine del processo vengono consumati immediatamente.
Tutto ciò, sia per i freschi che per i fermentati, fa sì che vitamine e minerali naturalmente presenti siano integri il più possibile al momento del consumo.

4. L’utilizzo dei fermentati
Come già accennato, la cucina giapponese fa largo uso di cibi fermentati, come, ad esempio, il miso. Il consumo di questa tipologia di alimenti garantisce un ottimo apporto giornaliero di fermenti lattici e batteri buoni, utilissimi e preziosi per l’organismo.

5. Zuccheri e farine raffinate sono quasi inesistenti
Per quanto riguarda i primi, in Giappone se ne fa un uso irrisorio, legato soprattutto all’adozione di usanze occidentali, in quanto i dolci giapponesi non hanno nulla a che vedere con quella che si conosce globalmente come pasticceria.
Anche le farine raffinate sono una rarità, essendo privilegiato l’utilizzo di farine varie e, soprattutto, integrali – ad esempio grano saraceno, orzo, riso, ecc.

6. Grande varietà di preparazioni
La cucina giapponese può vantare un grande numero di preparazioni, la maggior parte delle quali altamente salutari, in quanto rispettose delle proprietà organolettiche degli alimenti e dei loro sapori naturali. Frequenti nei pasti quotidiani sono le preparazioni al vapore, bollite, saltate e grigliate.

7. La soia
La soia è una fonte di proteine vegetali di cui in Giappone si assumono grandi quantità attraverso il consumo di tofu. Ma considerando il larghissimo uso quotidiano della salsa di soia, ne è un’ottima fonte anche lei – l’originale salsa di soia giapponese ha un tenore di sodio molto basso rispetto alle salse di tipo commerciale conosciute in occidente.

8. Porzioni piccole e varie
Il pasto quotidiano giapponese è strutturato in modo da essere assai vario e soddisfacente. Il segreto per conciliare gusto e leggerezza, in modo da offrire sempre pasti sani ma gustosi sta nelle porzioni, sempre piccole. Quindi tante preparazioni differenti in un unico pasto ma in porzioni molto piccole.

9. Il thè
Il thè in Giappone viene consumato a tutte le ore e in tantissime varietà.
Il thè verde, ad esempio, molto amato dai giapponesi, è dimostrato che aiuta a regolare la pressione sanguigna, abbassa i livelli di glucosio, fornisce supporto al sistema immunitario, diminuisce i livelli di colesterolo e, essendo particolarmente ricco di sostanze antiossidanti, ostacola i processi di invecchiamento.
Inoltre, bere buone quantità di liquidi aiuta a mantenere l’organismo sempre perfettamente idratato e lo depura.

10. Non solo riso
Molto spesso si associa la cucina giapponese al riso bianco. In realtà, invece, il consumo di riso bianco, in Giappone, è normalmente alternato a quello di riso integrale, anche germogliato, orzo, miglio e altri cereali, nonché legumi.
Tutte queste fonti alternative di carboidrati forniscono grandi quantità di fibre che aiutano il processo digestivo e il transito intestinale.