5 dolci tradizionali
del Giappone da assaggiare assolutamente

Cucina giapponese 06 nov 2019

La cucina giapponese è tradizione, gusto, bellezza e perfezione.
L’aspetto curatissimo di ogni piatto, compresi i dolci tradizionali, fa parte della preparazione stessa: nella cucina giapponese tutti i sensi devono essere coinvolti dal piacere che un cibo può offrire.
Quindi non solo grande tradizione e rigore nella preparazione dei piatti, ma anche grande ricerca estetica di perfezione e armonia.

Wagashi è il termine utilizzato per designare la pasticceria tradizionale giapponese – wa significa armonia ed è anche sinonimo di Giappone + gashi che significa dolci.
Particolarità del wagashi sono gli ingredienti semplici, per lo più di origine vegetale, che conferiscono ai dolci delle consistenze sorprendenti: riso glutinoso e soia tostata sono tra gli ingredienti principali del wagashi, che vengono lavorati per dare vita a paste soffici e delicate.
Pur trattandosi di pasticceria, l’uso dello zucchero è molto limitato rispetto alla pasticceria occidentale, quindi non ci si devono aspettare dei gusti simili.
E non ci si devono neanche aspettare forme simili. Niente torte di grandi dimensioni e sontuose: solo piccoli dolcetti esteticamente armoniosi e perfetti. Come per tutti gli atri piatti della cucina giapponese, anche nella pasticceria troviamo preparazioni dalle presentazioni estremamente curate e raffinate.

Per comprendere al meglio cosa si intenda per wagashi, ecco qui l’esempio pratico di 5 dolci tradizionali del Giappone.

Mochi
Questo dolcetto veniva tradizionalmente fatto per festeggiare il capodanno, ma da decenni ormai i mochi si fanno e si consumano in ogni stagione.
Il mochi è un dolcetto fatto di riso bollito che viene pestato nel mortaio e poi modellato in graziose polpettine.
Per le guarnizioni esistono tante varianti. Tra le più note: botamochi con pasta di fagioli rossi; sakuramochi con foglie di ciliegio marinate; una versione particolarmente ricca è il daifuku, con ripieno di anko e guarnito con frutta a pezzi, amido di mais e zucchero a velo.

Yatsumashi
Sono delle semplici sfoglie croccanti ottenute passando in forno farina di riso glutinoso, zucchero e cannella.
Esiste anche la versione nama yatsuhashi, una sorta di piccoli ravioli dolci farciti fatti con lo stesso impasto.

Dorayaki
È forse tra i dolci giapponesi più rappresentativi e conosciuti nel mondo.
Il dorayaki è costituito da due soffici “pancake” che racchiudono una farcitura di anko – confettura di fagioli rossi azuki.

Dango
I dango sono gustosi spiedini dolci, composti da tre o quattro polpettine di riso glutinoso.
Si possono presentare con diverse guarnizioni, che variano in base alle ricorrenze in cui i dango vengono consumati: con semi di sesamo, farina di miglio, anko, soia tostata o sciroppo di amido.
Una variante al dango più tradizionale è il dango bocchan: uno spiedino molto grazioso composto da tre palline di tre colori diversi, ottenuti da tre ingredienti specifici, cioè fagioli rossi, uova e tè verde.

Manju
Questo dolcetto rappresenta l’unione di tecniche giapponesi e ricette cinesi.
Il manju ha la forma di una polpettina, composta da un ripieno di anko che viene avvolto in polvere di riso e grano saraceno e bollita.
Esistono anche varianti del manju: all’arancia, al tè verde e allo sciroppo d’acero.